Rossetto fai da te...
Dedicato alle mie amate lettrici :D
Ricetta fai da te per un rossetto eco&bio che vi darà grande soddisfazione.
Il risultato è per un rossetto e non gloss , che dura minimo 6 ore appiccicato sulle vostre labbra ( almeno sulle mie e su quelle di mia sorella che mi fa da cavia ) . Il genere è semimat, molto corposo e denso, tanto che serve un pennellino da gloss per prelevarlo dalla scatolina ( ancora non sono abbastanza organizzata da metterlo nel tubetto classico ) o un pennellino bello tosto . Perchè renda è necessario passarlo più di una volta sulle labbra , fino a che non ottenete la tonalità che volete .
Sulle labbra resta leggermente appiccicoso , compatto ma non è fastidioso ( anzi ti ricorda sempre che sta lì ) ed è insapore ( se ci passate la lingua sopra forse potete sentire un lieve retrogusto di karitè ma dovete proprio farci caso ) e non pizzica in gola .
Allora la formula è semplicissima e ci possono riuscire anche le meno esperte :
10gr di cera d'api
10 gr di burro di karitè
un tappino di olio di vinaccioli ( o quello che preferite ) , che corrisponde a circa un cucchiaino da thè .
Potete cmq aggiungerne un pò di più se volete l'impasto più soffice e lucido .
3-4 gr di mica di vostro gusto ( potete mettere un solo colore e mescolare varie tonalità per farvi quello che preferite ) .
La grammatura è indicativa : meno mica mettete e più il rossetto sarà trasparente .
Mettete tutti gli ingredienti ( tranne la mica ) in una ciotolina : per le più smaliziate si possono sgliogliere a bagnomaria , ma per chi preferisce , andate pure con il microonde in fase scongelamento ( io faccio così ) .
Aspettate i minuti necessari per lo scioglimento : il composto deve essere liquido e trasparente ( la cera ci mette di più a sciogliersi del burro ) ma NON deve friggere .
A questo punto togliete dal fuoco o dal forno e incorporate la mica e mescolate bene bene fino a raggiungere un colore che vi sembra adatto : prendete una goccia e la passate sulla mano per vedere se il colore è quello ( attente che scotta ) .
Se vi piace travasate tutto in una pot e mescolate un paio di volte , poi fate raffreddare senza coperchio . Dopo poche ore potete già provarlo sulle labbra . Se il colore e la consistenza vi aggradano , non dovete fare altro . Altrimenti togliete dalla pot e sciogliete di nuovo in microonde , intervenendo sugli ingredienti che vi paiono carenti .
Note: La mica è una polvere minerale ( io uso solo i minerals per il trucco ) che si trova solo in vendita online al momento ( per uso cosmetico ).
Fonte: http://forum.saicosatispalmi.org/viewtopic.php?t=1734
Il Cavallo...come ci parla questo sconosciuto...
IL LINGUAGGIO DEL CAVALLO
Nell'era moderna, alcuni grandi addestratori passati alla storia col nome di "sussurratori", hanno saputo entrare NELLA MENTE e NEL CUORE del cavallo.
Sono divenuti "una cosa unica con lui", stabilendo uno speciale feeling: hanno saputo "pensare" come un cavallo, e "diventare" mezzo cavallo.
ALCUNI SEGNALI.
Il cavallo sta male:
- trasale al tocco della parte dolente;
- inspira rapidamente al contatto;
- alza una zampa;
- si tocca il fianco con il muso;
- presenta un aspetto misero nel suo insieme.
Il cavallo in condizioni normali:
- nitrisce;
- sbuffa;
- corre o viene incontro.
COME IL CAVALLO COMUNICA CON LE PARTI DEL CORPO
Il MUSO e le LABBRA servono per indicare affetto.
Il MORSO può essere un segno di difesa-offesa oppure viene usato nel gioco d'amore fra lo stallone e la giumenta.
Le ORECCHIE sono un libro aperto per il cavaliere, che sa interpretare lo stato d'animo del cavallo a seconda delle varie posizioni che assumono.
TESTA e COLLO rigidi, oppure rilassati, indicano se il cavallo è eccitato, arrabbiato o calmo.
La PELLE, se contratta, indica dolore o irritazione a qualcosa o qualcuno.
ZAMPE, DENTI e CODA indicano spesso intenzioni ostili.
La coda in particolare, indica nella femmina una risposta sessuale.
A CONTATTO CON L'UOMO IL CAVALLO ACCRESCE LA GAMMA VOCALE
E' praticamente impossibile poter decodificare i tanti messaggi che si moltiplicano via via che il rapporto con l'uomo si approfondisce.
Il cavallo infatti, amplia a dismisura il proprio "dizionario", in quanto per lui l'uomo è "fonte di conoscenza".
PARLARE al proprio cavallo, TOCCARLO in modo fermo ma amichevole, è di fondamentali importanza.
In questo modo si favorisce l'EFFETTO EMPATICO, per cui cavallo e cavaliere si amalgamano, si arricchiscono e si completano.
E' un vero e proprio travaso di energie, che i Mohicani ebbero a definire "compenetrazione magica".
Tra i cavalli addomesticati, sono le puledre in possesso di uomini o i castrati in possesso di donne a estendere il loro vocabolario al livello più alto, in grado addirittura di raddoppiare.
Se gli si parla con VOCE GENTILE E CANTILENANTE, il cavallo sarà più calmo ed equilibrato (basta una frase o un nome ripetuto più volte).
Il TONO DURO gli trasmetterà timore e tensione.
Il cavallo è estremamente reattivo alla voce umana, perché anche lui usa volumi e altezze diverse con i propri simili.
IL TONO DELLA VOCE
Un cavallo può variare il messaggio ALZANDO o INDURENDO la voce a seconda
delle circostanze.
Le abitudini di comunicazione variano a seconda del SESSO.
I SESSI SONO TRE:
- maschile (stallone o intero);
- femminile (giumenta);
- neutro (castrone).
Il CASTRONE si situa A META' fra il maschio e la femmina, e prende le caratteristiche dell'uno (forza) e dell'altra (temperanza).
Il TONO della voce è in funzione dell'ETA' del cavallo: la gamma di toni e di note di un puledro è totalmente diversa da quella che lo stesso puledro userà una volta diventato stallone, quattro o cinque anni dopo.
Lo stallone, la giumenta, il castrone, il puledrino e il puledro di un anno, avranno lo STESSO NUMERO DI TONI E DI NOTE.
In trent'anni di studi, il gallese Henry Blake ha scoperto che i toni possono essere eseguiti in 11 modi differenti.
Nove degli undici toni di voce diversi sono prodotti per ESALAZIONE, cioè espirando.
I due restanti avvengono mediante INSPIRAZIONE, e consistono in uno sbuffo e in una annusata.
Soffermandosi ai nove toni per esalazione: prima c'è lo sbuffo, prodotto usando le narici solo come "cassa di risonanza". A volte, il "senso imperativo" è il crepitio contemporaneo delle narici.
La nota più forte, accompagnata dal crepitio delle narici, è usata per attirare l'attenzione o come segnale di allarme.
Questo è il segno che il cavallo è eccitato, e prova forti emozioni.
Anche la VOCE è data usando le narici come cassa di risonanza, ma si tratta di una nota molto più carezzevole, e può variare da un soffio molto gentile delle narici a un suono fortissimo, usato di solito come SALUTO, per mostrare affetto.
Il NITRITO è invece un suono inquisitivo molto acuto.
Il nitrito prolungato è ancora più forte del nitrito normale.
In entrambi, il cavallo usa la CASSA VOCALE.
Il GRIDO DELLA GIUMENTA e il BRAMITO DELLO STALLONE hanno invece tre impieghi: 1) un tono sessuale 2) un tono aggressivo 3) un avviso.
Provengono dalle REGIONI NASALI SUPERIORI della cassa vocale.
In particolare lo stallone, usa un FISCHIO per chiamare la femmina.
Tutti i cavalli possono emettere un grido di PAURA, di DOLORE o di COLLERA, che parte dai polmoni come un'esplosione di terrore.
Lo STALLONE ha la gamma vocale più estesa, con note spaventose e altre delicate.
I messaggi vocali sono ridotti a 3 funzioni: 1) il sesso 2) il pericolo 3) il cibo.
La GIUMENTA emette suoni: per fini sessuali - per richiesta di cibo – di fronte al pericolo - per la cura e protezione del puledro fino a un anno di età.
Richiama il puledro per nutrirlo, per evitargli pericoli e per insegnargli la disciplina.
Ha quindi la gamma di messaggi più estesa.
Il CASTRONE ha una gamma che può andare da quella dello stallone (se è stato castrato tardi) a quello della giumenta (se è iperprotettivo verso chi si occupa di lui).
Il PULEDRINO ha una gamma vocale limitata al cibo e alla paura.
I suoni richiedono protezione e rassicurazione.
Quando avrà un anno, conserverà ancora alcune delle sue espressioni di puledro, e così fino ai due anni.